Nell'orto dei miei c'è un pergolo di uva Bacò.
Lo ha messo in piedi mio padre, ci ha sistemato sotto un ciocco di legno a mo' di tavolino, un po' di vecchie sedie. È un bel posto dove riposarsi un po'.
Anche perché dai tralci scendono bellissimi grappoli violetti, con questi acini rotondi che quasi fanno fastidio nella loro ottusa regolarità-
e a me piace star seduto là sotto, ascoltare i grilli, allungare una mano e cogliere quegli acini acidi e dolci.
Peccato che mi sento proprio che sto morendo- altrimenti sarebbe davvero divertente.
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venerdì 22 luglio 2011
venerdì 10 giugno 2011
Abre tus ojos
E così, anni fa, passavo le notti ad immaginarmi che bello sarebbe stato partecipare ad un concerto di Mina e adesso:
adesso mi perdo a pensare se posso o no andare a vedere i TeenAngels a Roma.
Voglio dire, i TeenAngels: quella specie di boy-and-girl-band che hanno tirato fuori gli argentini da una telenovela.
Probabilmente è uno degli ultimi stadi della mia rovina come essere umano socialmente rilevante, ormai sono del tutto regredito al livello di un adolescente vecchio: un drop-out, un fallito insomma.
Però... però... questo concerto... ah, davvero! Da spararsi un colpo dopo averlo visto. Io ci vado, sì, mi sa- anche senza nessuno che mi accompagni.
Perché, se ci penso davvero bene, nessuno mi ha mai accompagnato da nessuna parte dove volessi andare.
adesso mi perdo a pensare se posso o no andare a vedere i TeenAngels a Roma.
Voglio dire, i TeenAngels: quella specie di boy-and-girl-band che hanno tirato fuori gli argentini da una telenovela.
Probabilmente è uno degli ultimi stadi della mia rovina come essere umano socialmente rilevante, ormai sono del tutto regredito al livello di un adolescente vecchio: un drop-out, un fallito insomma.
Però... però... questo concerto... ah, davvero! Da spararsi un colpo dopo averlo visto. Io ci vado, sì, mi sa- anche senza nessuno che mi accompagni.
Perché, se ci penso davvero bene, nessuno mi ha mai accompagnato da nessuna parte dove volessi andare.
mercoledì 24 novembre 2010
Sarà verso il mattino
Non capisco perché mi venga ogni tanto questa strana idea di svegliarmi prima di mezzogiorno... è un orario penoso, dalle dieci a mezzogiorno il mondo sembra appena uscito da un libro di Pollyanna e tutto questo sole, questa luce, queste nuvole e quest'aria che pare sorridere!
Mi stava uccidendo. Per fortuna, è arrivata Antonella:
traghéttami, o bionda cicciosa, sulle tue pignatte trasudanti grassi e zuccheri verso il placido e ombroso pomeriggio, promessa di una notte inquieta maledetta ma viva.
venerdì 19 novembre 2010
Anche il mio cane si fa forza
Il segreto per sopravvivere su Facebook? Non avere amici.
Oppure- avere amici ma che siano famosi: così non avranno tempo di rispondervi e voi potrete godere del piacere di farvi la vita degli altri senza che loro vogliano farsi la vostra.
E io che sogno di fuggire via... e andare: lontano?
Vorrei piuttosto vomitare, e vomitare ancora. Più lontano di così:
nell'attesa che questa corrente neurochimica si spenga per sempre.
E tutta la mia storia, e i miei poveri amori e i miei pochi amici.
Oppure- avere amici ma che siano famosi: così non avranno tempo di rispondervi e voi potrete godere del piacere di farvi la vita degli altri senza che loro vogliano farsi la vostra.
E io che sogno di fuggire via... e andare: lontano?
Vorrei piuttosto vomitare, e vomitare ancora. Più lontano di così:
nell'attesa che questa corrente neurochimica si spenga per sempre.
E tutta la mia storia, e i miei poveri amori e i miei pochi amici.
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venerdì 12 novembre 2010
E allora io quasi quasi prendo il treno
Quel che scende deve risalire.
Magari no, ma ci vuole così poco...
un po' brucia, ma non è un gran male.
Galaxy galaxy portami via. Portami via.
Portami via! Per pietà, non mi lasciare-
qui. solo. un. attimo. di. più.
Magari no, ma ci vuole così poco...
un po' brucia, ma non è un gran male.
Galaxy galaxy portami via. Portami via.
Portami via! Per pietà, non mi lasciare-
qui. solo. un. attimo. di. più.
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venerdì 5 novembre 2010
Al centro del mio cuore ci sei solo tu
E mentre me ne sto accoccolato su questa sedia girevole, mi si rivoluziona tutto intorno.
I pensieri di un decennio fa, pensieri che ho cercato di uccidere sul nascere. Eccoli qua!
Tu, che non so nemmeno dove sei; tu che sicuramente non sai neppure più chi io sia-
per un attimo, di nuovo, al centro del mio cuore ci sei tu- al centro del mio cuore, del mio cazzo, della mia bocca.
Ma dove sei? Sei ancora vivo- sei forse morto?
Se fossi morto, vorrei tanto piangerti. E in fondo, senza saper nulla, vorrei piangere anche adesso .
I pensieri di un decennio fa, pensieri che ho cercato di uccidere sul nascere. Eccoli qua!
Tu, che non so nemmeno dove sei; tu che sicuramente non sai neppure più chi io sia-
per un attimo, di nuovo, al centro del mio cuore ci sei tu- al centro del mio cuore, del mio cazzo, della mia bocca.
Ma dove sei? Sei ancora vivo- sei forse morto?
Se fossi morto, vorrei tanto piangerti. E in fondo, senza saper nulla, vorrei piangere anche adesso .
giovedì 4 novembre 2010
A house is not a home
A che serve mai una casa?
A metterci dentro tutta la merda che ci soffoca, le porcherie che ci fanno annegare e "quei brutti pensieri che non dovremmo fare mai".
Quattro pareti di vigliaccheria e debolezza, un enorme cesso dove non si può tirare lo sciacquone.
Voglio vivere senza mattoni, senza calcestruzzo sulla testa:
eccone un'altra per il mio elenco di velleità proletario-borghesi.
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venerdì 22 ottobre 2010
Mi troverà bruttissima senza le scarpe, senza le collane
"Ma come ho potuto perdere quest'occasione?"
Vago nella notte con il mio lettore mp3 che mi sfonda le orecchie nel tentativo di dar vita di nuovo al mio cervello.
Non conosco la differenza fra una notte tersa di primo autunno e una notte alcolica di pieno inverno- perciò mando giù altri due bicchieri di vino e prego le mie piccole divinità di sostenermi perché... non ho un amore che non sia Hamham e però nei miei tanti pensieri di ricordi ci sono troppe persone che stringerei fino a piangere.
In questa strana vita che mi sfugge, vedo che non sono solo ma isolato da tanti; vorrei, vorrei... ma non vuoi? Che se poi mi stringi forte: sentirai le mie ossa.
Gazpacho, gazpacho... e il piccolo principe riccio.
Ahi-
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venerdì 15 ottobre 2010
Hay un lugar al que me voy cuando estoy triste
Sarei stato un compositore decente?
Sono una casalinga accettabile?
Sono abbastanza sveglio da non domandarmi mai più niente di simile?
Non sono poi così bravo a cantare- sono sciatto, come in qualunque altra cosa.
Ora vorrei solo...
A quest'ora, mi accontenterei di un cornetto caldo e di un bacio.
Sono una casalinga accettabile?
Sono abbastanza sveglio da non domandarmi mai più niente di simile?
Non sono poi così bravo a cantare- sono sciatto, come in qualunque altra cosa.
Ora vorrei solo...
A quest'ora, mi accontenterei di un cornetto caldo e di un bacio.
venerdì 3 settembre 2010
Aspetta ancora un giorno solo
Come uno di quei cattivi schizzati dei telefilm, me ne sto nella mia poltroncina ad ascoltare l'opera.
Penso al mio amico fra gli amici che dopodomani prenderà un aereo e andrà in Portogallo a vivere una nuova avventura. E io che non gli ho mai detto... meglio così.
Penso alla luna che ho visto prima chiudendo gli scuri, e alle nuvole d'acqua, che sono molto meglio delle nuvole di acido su Venere e mi sento tutto sommato contento di essere nato su questo sasso umido.
Poi penso a tutto, e mi sento un poco a disagio- vorrei essere un lupo mannaro. O forse è solo il brandy da pochi soldi.
Penso al mio amico fra gli amici che dopodomani prenderà un aereo e andrà in Portogallo a vivere una nuova avventura. E io che non gli ho mai detto... meglio così.
Penso alla luna che ho visto prima chiudendo gli scuri, e alle nuvole d'acqua, che sono molto meglio delle nuvole di acido su Venere e mi sento tutto sommato contento di essere nato su questo sasso umido.
Poi penso a tutto, e mi sento un poco a disagio- vorrei essere un lupo mannaro. O forse è solo il brandy da pochi soldi.
giovedì 26 agosto 2010
He ate my heart
Già sulla discesa fisica e mentale di una bicchierata di benzodiazepine da sonno, l'idea di spararmi nelle orecchie Lady Gaga fino ad averne la testa piena.
E nella nebbia musicale, me ne esco a chiudere gli scuri- nebbiolina da afa tutto intorno, riflesso di luce di luna piena, la mia erezione che ancora non se ne va dalla fantasia di cinque minuti fa.
Spengo tutto, spengo anche un pensiero dopo l'altro, spengo anche questo computer.
Voglio restare solo nella confusione seducente di questa musica impazzita e poi di colpo sparire per qualche ora.
That boy's a monster.
E nella nebbia musicale, me ne esco a chiudere gli scuri- nebbiolina da afa tutto intorno, riflesso di luce di luna piena, la mia erezione che ancora non se ne va dalla fantasia di cinque minuti fa.
Spengo tutto, spengo anche un pensiero dopo l'altro, spengo anche questo computer.
Voglio restare solo nella confusione seducente di questa musica impazzita e poi di colpo sparire per qualche ora.
That boy's a monster.
venerdì 13 agosto 2010
Se fossi più simpatica, sarei meno antipatica
Una delle cose belle dell'uomo con cui sto?
Ti scopa anche se stai sopra.
Sembra una cosa scema, ma non lo è. La posizione volgarmente detta "smorzacandela" (c'è sempre qualcosa di avvilente nella terminologia sessuale... maledetti cristiani sessuofobici) in qualche modo attribuisce a chi sta sopra un ruolo "attivo"- e invece no, la cosa bella è che spinge da sotto, sempre lui.
A me non piace star sopra: perciò, ben venga chi spinge comunque.
Però- boh boh boh... magari se ogni tanto riuscissi a spingere un po' anch'io.
Impossibile, neh?
Già.
Se il quadro fosse tondo...
Ti scopa anche se stai sopra.
Sembra una cosa scema, ma non lo è. La posizione volgarmente detta "smorzacandela" (c'è sempre qualcosa di avvilente nella terminologia sessuale... maledetti cristiani sessuofobici) in qualche modo attribuisce a chi sta sopra un ruolo "attivo"- e invece no, la cosa bella è che spinge da sotto, sempre lui.
A me non piace star sopra: perciò, ben venga chi spinge comunque.
Però- boh boh boh... magari se ogni tanto riuscissi a spingere un po' anch'io.
Impossibile, neh?
Già.
Se il quadro fosse tondo...
giovedì 12 agosto 2010
Vanno in giro da soli con la notte tra i denti
Certamente avrei potuto incontrarti tre o quattro secoli fa in quella villa alla curva del piccolo fiume.
Tra le edere, i cespugli, i fiori selvatici mi perdo a cercare te e me nascosti dalle colonne dell'ingresso, alla luce delle candele... una festa, un cantante e due archi, un liuto.
Mi scivoli fra le mani sorridendo senza capire che sono mesi che ti guardo e che fuori, tutto è buio e ci sono così tanti fossi che uno andrà bene per sdraiarci insieme.
E anche stasera sorridi e basta, senza neppure vedermi davvero: io seduto qui, tu là, e di nuovo non succede nulla. Te ne vai, nell'ombra dei pannelli di fórmica che dividono il palco dalla zona privata, scivoli via di nuovo senza sentire che sono secoli che ti guardo, che fuori è tutto buio...
Tra le edere, i cespugli, i fiori selvatici mi perdo a cercare te e me nascosti dalle colonne dell'ingresso, alla luce delle candele... una festa, un cantante e due archi, un liuto.
Mi scivoli fra le mani sorridendo senza capire che sono mesi che ti guardo e che fuori, tutto è buio e ci sono così tanti fossi che uno andrà bene per sdraiarci insieme.
E anche stasera sorridi e basta, senza neppure vedermi davvero: io seduto qui, tu là, e di nuovo non succede nulla. Te ne vai, nell'ombra dei pannelli di fórmica che dividono il palco dalla zona privata, scivoli via di nuovo senza sentire che sono secoli che ti guardo, che fuori è tutto buio...
mercoledì 28 luglio 2010
Io non ti conosco, io non so chi sei
E dunque, vediamola così: "Agata" è un nome da zitelle. Vecchie zitelle. Così abbiamo deliberato in casa: e la povera bimba che ho incontrato due giorni fa è segnata, infiocchettata ed etichettata verso una vita di solitudine e infelicità. Già la vedo agonizzare fra muraglie di confezioni di zucchero e di carta igienica millenarie ed essere ritrovata imbalsamata e scambiata per una mummia azteca di contrabbando.
Chi era questa povera sventurata?
Nientemeno che la figlia (probabilmente secondogenita) di un ragazzo... be', un uomo, che conosco da almeno dieci anni ma che non vedevo da almeno otto. E dove avviene questo fortuito inatteso incontro? Al supermercato. Per maggior chiarezza, nel parcheggio: il sagrato laico della sconsacrata chiesa commerciale.
È stato un incontro molto piacevole, in verità. Ma che cosa può essermi venuto in mente, durante gli stupiti convenevoli per cercare di colmare una decina di anni di assenza? Il merluzzo. Certo, signori e signore, il merluzzo mi è venuto in mente: avevo un chilo di merluzzo surgelato in borsa che dovevo traghettare al più presto in un freezer per non perdere ben 4.96 euro.
Così, a dispetto della mia parte umana, ho dato ascolto al concentrato dei miei deliri: al ritmo del mantra interiore "il merluzzo non deve sciogliersi", ho liquidato con cortese frettolosità una persona che, nella folla di imbecilli abbandonata da quegli anni, ho sempre salvato nei miei ricordi con simpatica cura.
E tanto per completare la sensazione di scivolare via dal mondo come la glassatura del merluzzo nello scarico del lavandino, la fastidiosa puntura della domanda fra me e me mentre tornavo alla macchina: "ma che poi dovrei saperlo se era sposato con... con... come si chiamava quella? Ma era quella poi?". Vanità delle vanità, tutto è vanità.
Chi era questa povera sventurata?
Nientemeno che la figlia (probabilmente secondogenita) di un ragazzo... be', un uomo, che conosco da almeno dieci anni ma che non vedevo da almeno otto. E dove avviene questo fortuito inatteso incontro? Al supermercato. Per maggior chiarezza, nel parcheggio: il sagrato laico della sconsacrata chiesa commerciale.
È stato un incontro molto piacevole, in verità. Ma che cosa può essermi venuto in mente, durante gli stupiti convenevoli per cercare di colmare una decina di anni di assenza? Il merluzzo. Certo, signori e signore, il merluzzo mi è venuto in mente: avevo un chilo di merluzzo surgelato in borsa che dovevo traghettare al più presto in un freezer per non perdere ben 4.96 euro.
Così, a dispetto della mia parte umana, ho dato ascolto al concentrato dei miei deliri: al ritmo del mantra interiore "il merluzzo non deve sciogliersi", ho liquidato con cortese frettolosità una persona che, nella folla di imbecilli abbandonata da quegli anni, ho sempre salvato nei miei ricordi con simpatica cura.
E tanto per completare la sensazione di scivolare via dal mondo come la glassatura del merluzzo nello scarico del lavandino, la fastidiosa puntura della domanda fra me e me mentre tornavo alla macchina: "ma che poi dovrei saperlo se era sposato con... con... come si chiamava quella? Ma era quella poi?". Vanità delle vanità, tutto è vanità.
Mi perdo: sì, questo so fare, mi perdo
Trotterellevo verso casa nella mia macchinina verde polveroso; mi avvicino ad un incrocio e mi dico: "toh, che buffo! Un cagnolino in giro alle due di notte!"
Ed ecco la sorpresa: il musetto a punta e gli occhietti svegli, pelo rossiccio e due grosse orecchie dritte. Una volpe! Nel cuore di Galta di Vigonovo, che sedeva attenta al bordo di un incrocio.
Ovviamente le volpi non sorridono, ma ho visto riflesso sul quel musetto il mio infantile divertimento mentre passavo e la lasciavo agli affari suoi.
Ed ecco la sorpresa: il musetto a punta e gli occhietti svegli, pelo rossiccio e due grosse orecchie dritte. Una volpe! Nel cuore di Galta di Vigonovo, che sedeva attenta al bordo di un incrocio.
Ovviamente le volpi non sorridono, ma ho visto riflesso sul quel musetto il mio infantile divertimento mentre passavo e la lasciavo agli affari suoi.
domenica 25 luglio 2010
Alejandro, Alejandro
Altra notte di festa, notte di ballo. Notte di folla, che straboccava come le formiche intorno ad un cartone vuoto del latte.
Mi piaceva l'idea che tu mi seguissi e che mi cercassi a dispetto suo- intanto, il dotto filosofo parlava di una cazzata da lui inventata e il colto pubblico si contorceva di intellettuale piacere carnale sulle sediole di plastica blu elettrico. Probabilmente il blu era elettrificato sul serio.
Vedi te le cose... il mio cervello si è adattato in tanti anni alle miserie psichiche a cui l'ho costretto e ora che mi servirebbe com'era: un cazzo! Ormai è buono solo per ricordarsi le canzoni della Carrà.
E il tuo odore che mi fa morire, e tu che lo sai ma non capisci la fatica che faccio per non farmi umiliare anche da te e per non finire ad odiarti tanto quanto la parata di scimmiette ammaestrate che mi hanno appeso sul muro di banano dei loro trofei.
Ti bacerò. E sarà una sonora stronzata.
Mi piaceva l'idea che tu mi seguissi e che mi cercassi a dispetto suo- intanto, il dotto filosofo parlava di una cazzata da lui inventata e il colto pubblico si contorceva di intellettuale piacere carnale sulle sediole di plastica blu elettrico. Probabilmente il blu era elettrificato sul serio.
Vedi te le cose... il mio cervello si è adattato in tanti anni alle miserie psichiche a cui l'ho costretto e ora che mi servirebbe com'era: un cazzo! Ormai è buono solo per ricordarsi le canzoni della Carrà.
E il tuo odore che mi fa morire, e tu che lo sai ma non capisci la fatica che faccio per non farmi umiliare anche da te e per non finire ad odiarti tanto quanto la parata di scimmiette ammaestrate che mi hanno appeso sul muro di banano dei loro trofei.
Ti bacerò. E sarà una sonora stronzata.
sabato 24 luglio 2010
È un signor di qualità!
Una bella ricetta estiva, fresca fresca, per festeggiare un finesettimana finalmente meno afoso. Che almeno se c'è l'afa però uno può dire di essere giù di pressione, invece col beltempo hai le palle girate e gli altri se ne accorgono e non puoi mentire. Ma sto divagando.
Dunque: frattaglie di porco a piacere, due pomodoriniPachinoTM, due bicchieri di olio EvoTM (in mancanza olio M.EvoTM (MedioEvoTM)), tre-quattro spicchi d'aglio piccante della Manciuria, un sushi, due mate e un pizzico di corno di gnu in polvere.
Presi che si siano gli ingredienti, pestate tutto in un mortaio, tranne l'olio e le frattaglie. Mentre pestate, bestemmiate copiosamente, che questo renderà il piatto infinitamente più saporito. Quando il pestello comincia a mostrare segni di usura, lasciate la polvere ormani nanometrica a riposare.
Scaldate molto l'olio su fiamma alta- si badi, fiamma di gasolio, non di metano. GASOLIO. Ora, quando il puzzo di fritto sarà acuto nonostante non stiate ancora friggendo nulla, gettate violentemente le frattaglie nell'olio e fate un paio di salti all'indietro. Oppure sfregiatevi, è la moda dell'estate: ricordate solo che la prossima estate potrebbe non esserlo più e gli sfregi sono permanenti.
Quando le frattaglie saranno marrone ben scuro, scolatele dall'olio. Lasciate freddare olio e carne, quindi emulsionate la polvere del mortaio con tutto l'olio, e condite le frattaglie.
Per il servizio in tavola, si consiglia di dare al piatto l'aspetto di un piccolo gattino o di una scimietta. Si mangia con spilloni vudù ancora caldo.
Una nota caratteristica: se recitate maledizioni all'indirizzo di persone che odiate mentre vi servite, è credenza diffusa che queste si realizzino per tutto il tempo in cui masticherete il boccone di cui vi siete serviti.
Buon appetito e buona macumba a tutti!
Dunque: frattaglie di porco a piacere, due pomodoriniPachinoTM, due bicchieri di olio EvoTM (in mancanza olio M.EvoTM (MedioEvoTM)), tre-quattro spicchi d'aglio piccante della Manciuria, un sushi, due mate e un pizzico di corno di gnu in polvere.
Presi che si siano gli ingredienti, pestate tutto in un mortaio, tranne l'olio e le frattaglie. Mentre pestate, bestemmiate copiosamente, che questo renderà il piatto infinitamente più saporito. Quando il pestello comincia a mostrare segni di usura, lasciate la polvere ormani nanometrica a riposare.
Scaldate molto l'olio su fiamma alta- si badi, fiamma di gasolio, non di metano. GASOLIO. Ora, quando il puzzo di fritto sarà acuto nonostante non stiate ancora friggendo nulla, gettate violentemente le frattaglie nell'olio e fate un paio di salti all'indietro. Oppure sfregiatevi, è la moda dell'estate: ricordate solo che la prossima estate potrebbe non esserlo più e gli sfregi sono permanenti.
Quando le frattaglie saranno marrone ben scuro, scolatele dall'olio. Lasciate freddare olio e carne, quindi emulsionate la polvere del mortaio con tutto l'olio, e condite le frattaglie.
Per il servizio in tavola, si consiglia di dare al piatto l'aspetto di un piccolo gattino o di una scimietta. Si mangia con spilloni vudù ancora caldo.
Una nota caratteristica: se recitate maledizioni all'indirizzo di persone che odiate mentre vi servite, è credenza diffusa che queste si realizzino per tutto il tempo in cui masticherete il boccone di cui vi siete serviti.
Buon appetito e buona macumba a tutti!
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Ballo ballo ballo da capogiro
Così questa notte mi sono finalmente cimentato nella specialità da lungo sognata: la danza libera per tutta la notte, c'est-à-dire fino a che non hanno smesso la musica all'esterno. All'interno non ci ballo, perché è una cosa idiota ballare al chiuso d'estate. Voglio dire, non si vede nemmeno la luna da dentro il capannone climatizzato. Perciò-
Ovviamente, come nei migliori incubi, ho ballato da solo (una specie di Bertè inconsapevole) in mezzo alla folla. Mi sono divertito assai, per il ballo, ma ora provo un odio profondo per tutto il genere umano e in particolare per chi mi conosceva e non mi ha degnato che di un "Ciao".
E se devo essere odioso, allora voglio esserlo per bene, alla grande, come una delle ragazzine insopportabilmente belle e fastidiose delle telenovelas argentine che mi piacciono tanto.
Vi odio tutti, maledetti bastardi, e se potessi farvi morire solo col pensiero, non sareste già più vivi da almeno un paio d'ore. Un'ecatombe di giovanotti che neppure il Raid con le mosche/zanzare. Schifosi pezzi di merda senza senso.
E tu, coglione, lo so che stavi parlando- se muovi la bocca in direzione di un altro, non è che mi penso che stai facendo gargarismi estetici. Imbecille, volevo solo salutarti, tanto difficile/disgustoso da capire?
Ballo ballo ballo da capogiro, alla faccia vostra- una faccia che, nei miei desideri più profondi, avete già perso fra i denti aguzzi dei topi che vi ho liberato addosso.
Ovviamente, come nei migliori incubi, ho ballato da solo (una specie di Bertè inconsapevole) in mezzo alla folla. Mi sono divertito assai, per il ballo, ma ora provo un odio profondo per tutto il genere umano e in particolare per chi mi conosceva e non mi ha degnato che di un "Ciao".
E se devo essere odioso, allora voglio esserlo per bene, alla grande, come una delle ragazzine insopportabilmente belle e fastidiose delle telenovelas argentine che mi piacciono tanto.
Vi odio tutti, maledetti bastardi, e se potessi farvi morire solo col pensiero, non sareste già più vivi da almeno un paio d'ore. Un'ecatombe di giovanotti che neppure il Raid con le mosche/zanzare. Schifosi pezzi di merda senza senso.
E tu, coglione, lo so che stavi parlando- se muovi la bocca in direzione di un altro, non è che mi penso che stai facendo gargarismi estetici. Imbecille, volevo solo salutarti, tanto difficile/disgustoso da capire?
Ballo ballo ballo da capogiro, alla faccia vostra- una faccia che, nei miei desideri più profondi, avete già perso fra i denti aguzzi dei topi che vi ho liberato addosso.
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giovedì 22 luglio 2010
Sono le tagliatelle di nonna Pina
Antonella is back! Uaaaaah, urlo libero e gioia mestruata!
Sì, è cosa nota ormai da mesi, ma gli annunci ufficiali e gli spot giornalistici sono il miele per le mie emozioni da mosca... be', suvvia, da ape. Ape operaia? No, ape regina. Una regina operaia, diciamo, che mi piace essere moderna.
Comunque, la Clerici torna tutti i giorni, tutto l'anno, a tutto cuoco (e speriamo che se li scelga più belli di quelli della Bruna Usurpatrice, il cui nome è già stato condannato all'oblio eterno).
Ah, quella donna! -se avessi avuto io quei capelli e quelle tette, dove non sarei ora, che cosa non sarei riuscito a fare.
Sì, è cosa nota ormai da mesi, ma gli annunci ufficiali e gli spot giornalistici sono il miele per le mie emozioni da mosca... be', suvvia, da ape. Ape operaia? No, ape regina. Una regina operaia, diciamo, che mi piace essere moderna.
Comunque, la Clerici torna tutti i giorni, tutto l'anno, a tutto cuoco (e speriamo che se li scelga più belli di quelli della Bruna Usurpatrice, il cui nome è già stato condannato all'oblio eterno).
Ah, quella donna! -se avessi avuto io quei capelli e quelle tette, dove non sarei ora, che cosa non sarei riuscito a fare.
venerdì 25 giugno 2010
Che scandalo, con uno straniero
Non so se mi serva davvero un altro blog, però-
sono così tentato stanotte.
Magari un blog scemo, che possa far ridere qualcuno.
Il solito (bi)sogno di gente intorno.
Ovviamente non più dei soliti centocinquanta. Ah-ah-ah.
Seriamente- ma chi se ne frega?
Doce è dodici in spagnolo, invece i giapponesi sono molto più diligenti e dicono 二十二(にじゅうに).
Così vanno le lingue.
sono così tentato stanotte.
Magari un blog scemo, che possa far ridere qualcuno.
Il solito (bi)sogno di gente intorno.
Ovviamente non più dei soliti centocinquanta. Ah-ah-ah.
Seriamente- ma chi se ne frega?
Doce è dodici in spagnolo, invece i giapponesi sono molto più diligenti e dicono 二十二(にじゅうに).
Così vanno le lingue.
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